<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Dai blog l&#8217;ultima frontiera dell&#8217;editoria web</title>
	<atom:link href="http://www.upvision.it/blog/web-marketing/blog-editoria-web/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.upvision.it/blog/web-marketing/blog-editoria-web</link>
	<description>Chi punta in alto... ha deciso di migliorarsi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Jan 2012 14:04:35 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Riccardo Guareschi</title>
		<link>http://www.upvision.it/blog/web-marketing/blog-editoria-web/comment-page-1#comment-388</link>
		<dc:creator>Riccardo Guareschi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:00:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.upvision.it/blog/?p=683#comment-388</guid>
		<description>Si, sicuramente la qualità dei copywriter &quot;reclutati&quot; in questo modo è in genere piuttosto bassa, così come, probabilmente, degli stessi blog su cui si dovrà scrivere.
Spesso non si va in cerca di esperti di comunicazione, ma semplicemente di persone che producano continuamente dei contenuti al fine di posizionare il blog nei motori di ricerca e di guadagnare dalla pubblicità.
Ma i professionisti di settore sanno bene che questo non è web marketing, è chi opera puntando solo sulla quantità è destinato senza dubbio al fallimento.
E&#039; giustissimo dunque distinguere la figura del copywriter da quella del semplice produttore di testo, che si improvvisa scrittore per il web sapendo davvero poco di comunicazione online.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, sicuramente la qualità dei copywriter &#8220;reclutati&#8221; in questo modo è in genere piuttosto bassa, così come, probabilmente, degli stessi blog su cui si dovrà scrivere.<br />
Spesso non si va in cerca di esperti di comunicazione, ma semplicemente di persone che producano continuamente dei contenuti al fine di posizionare il blog nei motori di ricerca e di guadagnare dalla pubblicità.<br />
Ma i professionisti di settore sanno bene che questo non è web marketing, è chi opera puntando solo sulla quantità è destinato senza dubbio al fallimento.<br />
E&#8217; giustissimo dunque distinguere la figura del copywriter da quella del semplice produttore di testo, che si improvvisa scrittore per il web sapendo davvero poco di comunicazione online.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fradefra - docente web marketing</title>
		<link>http://www.upvision.it/blog/web-marketing/blog-editoria-web/comment-page-1#comment-386</link>
		<dc:creator>fradefra - docente web marketing</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:38:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.upvision.it/blog/?p=683#comment-386</guid>
		<description>Adesso, però, speriamo di non distruggere anche questa professione. Col problema della necessità della visibilità, tutto si sta immolando al Dio-SEO e tanti pensano che sia più importante mettere assieme 500 caratteri, che scrivere qualcosa (fatto ben diverso).

Il copywriter, in realà, ha senso solo perché chi veramente dovrebbe scrivere ha altro da fare e per definizione il primo non sapra né potrà far bene come il secondo, il lavoro che gli si chiede.

Scrivere al posto di un primario, al posto di un titolare d&#039;azienda, di un ricercatore, di un esperto di pannelli solari, è difficilissimo, se non quasi impossibile. Il copywriter esterno, quindi, si accetta solo perché non si può far di meglio.

Che si tenga ben presente e che non si illuda le aziende. I testi scritti da un esterno non saranno mai uguali a quelli scritti da un interno (e lo dice uno che di copy ci vive, quasi).

Direi che va fatta, infatti, una distinzione fondamentale. Un conto è scrivere per un blog che ha come obiettivo solo quello di attirare traffico e fare AdSense o altre forme pubblicitarie, diverso è il blog di una azienda che ha veri interessi alla Comunicazione. Questo tipo di azienda fa fatica persino a trovare una persona all&#039;interno di cui fidarsi, figurarsi all&#039;esterno.

Per fidarsi, intendo il fatto che gli si possa mettere in mano con fiducia l&#039;immagine aziendale. Ad un esterno, non si potrà mai darla. Un conto è scrivere articoletti da 400 - 500 caratteri su cosette, ben diverso è fare vera Comunicazione.

My 2 cents.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso, però, speriamo di non distruggere anche questa professione. Col problema della necessità della visibilità, tutto si sta immolando al Dio-SEO e tanti pensano che sia più importante mettere assieme 500 caratteri, che scrivere qualcosa (fatto ben diverso).</p>
<p>Il copywriter, in realà, ha senso solo perché chi veramente dovrebbe scrivere ha altro da fare e per definizione il primo non sapra né potrà far bene come il secondo, il lavoro che gli si chiede.</p>
<p>Scrivere al posto di un primario, al posto di un titolare d&#8217;azienda, di un ricercatore, di un esperto di pannelli solari, è difficilissimo, se non quasi impossibile. Il copywriter esterno, quindi, si accetta solo perché non si può far di meglio.</p>
<p>Che si tenga ben presente e che non si illuda le aziende. I testi scritti da un esterno non saranno mai uguali a quelli scritti da un interno (e lo dice uno che di copy ci vive, quasi).</p>
<p>Direi che va fatta, infatti, una distinzione fondamentale. Un conto è scrivere per un blog che ha come obiettivo solo quello di attirare traffico e fare AdSense o altre forme pubblicitarie, diverso è il blog di una azienda che ha veri interessi alla Comunicazione. Questo tipo di azienda fa fatica persino a trovare una persona all&#8217;interno di cui fidarsi, figurarsi all&#8217;esterno.</p>
<p>Per fidarsi, intendo il fatto che gli si possa mettere in mano con fiducia l&#8217;immagine aziendale. Ad un esterno, non si potrà mai darla. Un conto è scrivere articoletti da 400 &#8211; 500 caratteri su cosette, ben diverso è fare vera Comunicazione.</p>
<p>My 2 cents.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

